La favola mia Renato Zero

Ogni giorno racconto la favola mia
La racconto ogni giorno, chiunque tu sia
E mi vesto di sogno per darti se vuoi,
L’illusione di un bimbo che gioca agli eroi
Queste luci impazzite si accendono e tu
Cambi faccia ogni sera, ma sei sempre tu
Sei quell’uomo che viene a cercare l’oblio, la poesia
La poesia che ti vendo, di cui sono il Dio
Dietro questa maschera c’è un uomo e tu lo sai
L’uomo d’una strada che è la stessa che tu fai
E mi trucco perché la vita mia
Non mi riconosca e vada via
Batte il cuore ed ogni giorno è un’esperienza in più
La mia vita e nella stessa direzione, tu
E mi vesto da re perché tu sia
Tu sia il re di una notte di magia
Con un gesto trasformo la nuda realtà
Poche stelle di carta, il tuo cielo ecco qua
Ed inventa te stesso la musica mia
E dimentichi il mondo con la sua follia
Tutto quello che c’è fuori rimane dov’è
Tu sorridi, tu piangi, tu canti con me
Forse torni bambino e una lacrima va
Sopra a questo costume che a pelle mi sta
Dietro questa maschera c’è un uomo e tu lo sai
Con le gioie, le amarezze ed i problemi suoi
E mi trucco perché la vita mia
Non mi riconosca e vada via
Batte il cuore ed ogni giorno è un’esperienza in più
La mia vita e nella stessa direzione, tu
E mi vesto da re perché tu sia
Tu sia il re di una notte di magia
Dietro questa maschera, lo sai ci sono io
(Sono io soltanto, io)
Quel che cerco, quel che voglio, lo sa solo Dio
(E lo sa soltanto Dio)
Ed ogni volta nascerò
Ed ogni volta morirò
Per questa favola che è mia

Maneskin Vent’anni-L’avrei dedicata volentieri a Carlo

Io c’ho vent’anni
Perciò non ti stupire se dal niente faccio drammi
Ho paura di lasciare al mondo soltanto denaro
Che il mio nome scompaia tra quelli di tutti gli altri
Ma c’ho solo vent’anni
E già chiedo perdono per gli sbagli che ho commesso
Ma la strada è più dura quando stai puntando al cielo
Quindi scegli le cose che son davvero importanti
Scegli amore o diamanti, demoni o santi
E sarai pronto per lottare, oppure andrai via
E darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua
Correrai diretto al sole oppure verso il buio
Sarai pronto per lottare, per cercare sempre la libertà
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
Spiegare cos’è il colore a chi vede bianco e nero
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
E prometti domani a tutti parlerai di me
E anche se ho solo vent’anni dovrò correre
Io c’ho vent’anni
E non mi frega un cazzo, c’ho zero da dimostrarvi
Non sono come voi che date l’anima al denaro
Dagli occhi di chi è puro siete soltanto codardi
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
Spiegare cos’è il colore a chi vede bianco e nero
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
E prometti domani a tutti parlerai di me
E anche se ho solo vent’anni dovrò correre per me
E sarai pronto per lottare, oppure andrai via
E darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua
Correrai diretto al sole oppure verso il buio
Sarai pronto per lottare, per cercare sempre la libertà
C’hai vent’anni
Ti sto scrivendo adesso prima che sia troppo tardi
E farà male il dubbio di non essere nessuno
Sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri
Ma c’hai solo vent’anni

Londra 1989 parte diciassettesima

Arriviamo a casa e sono già tutti sbronzi. Musica a palla e dall’esterno una lunga scia di fumo certifica che stanno grigliando a tutta randa, usando un termine dei velisti. Carlo dico, mi sembra ci sia stato un rialzo di qualche kilo, qui invece di 65/75 si viaggia sui novanta. Che vuoi che sia risponde, kilo più kilo meno, tanto poi loro ti portano a letto e domani mattina manco ti riconoscono. Cioè fammi capire io mi scopo una di queste e domani mattina mi guarda e mi dice Chi cazzo sei? Mica sono venuto a cercare l’amore ma almeno un po’ di dignità, solo per il sacrificio che fai. Loro sono così, ogni domenica si scopano uno nuovo senza farsi tanti problemi. Passa una bionda, pure baffuta che mi fa l’occhiolino. Questa Carlo, da quanto tempo e’ a Londra? Diciamo in tre anni. Bene non c’è male…4 al mese se non si scopa nessun altro durante la settimana, moltiplicato per12, fanno 48 e poi moltiplicato per 36. Non male come media. Ripassa e mi da un bacio sulla guancia, una sua amica con un vestitino che mette in risalto quintali di cellulite le sussurra qualcosa nell’orecchio sinistro. Lei scoppia a ridere mettendo in mostra la mancanza di un incisivo. Sembro io a 5/6 anni quando stavo perdendo i denti da latte. Vado fuori a mangiare qualcosa, la’ trovo l’omino Michelin che sta grigliando, bevendo e fumando, tutto insieme. Mi saluta e mi presenta Gin un Nuovo Zelandese, lo chiamano così perché beve solo gin and tonic…si dice faccia la cavia per un reparto dell ospedale di Paddington dove sperimentano nuove medicine. 100 sterline al giorno e ci puoi rimanere fino a 15/20 giorni. Ha le braccia e il collo ricoperti di macchie rosse, il volto allungato è invecchiato precocemente e dimostra più dei suoi 30 anni. La barbetta che gli ricopre il mento è già leggermente brizzolata. Gli occhi color sabbia cauti e quasi pensierosi. Sarà il mix gin, birre e medicine a renderlo così cupo. Mi siedo prendo un panino con salsiccia e mi bevo un’altra birra. Questa ripassa e mi ribacia. Quasi quasi preferisco il padrone di casa, mi fa quasi meno schifo. Carlo dico, io stasera torno a casa, preferisco. Dai Toscano risponde intanto beviamo poi si guarda cosa succede. Nel bagno un via vai di coppie, da come le donne si puliscono la bocca quando escono si può immaginare cosa sia successo dentro. Il ragazzo alla griglia da un’occhiata alla brace, sembra barcollare ma poi tira giù un’altra birra e scuote la testa. Sono già tutti più ubriachi di quando sono arrivato, tutti cantano e ballano senza sosta, tutti meno io che non me ne frega un cazzo di bere fino allo sfinimento per poi magari trovarsi con una di queste belve sopra che ti abbraccia il collo e te lo scuote come un manichino. Sono quasi le sette, l’ora giusta per andare. Sarò un pazzo, ma essere se stessi è una virtù esclusiva dei bambini, dei matti e dei solitari.

Londra 1989 parte ottava

Allora mi chiede Carlo, come è andata fuori? Vaffanculo bastardo lo sapevi com’è? Cazzo tutto il giorno con quel mocio e questi bastardi che non si curavano di me. Ogni tanto lo passavo un po’ più bagnato per vedere qualcuno che facesse una capriola e subito la manager,….Luca Luca keep it dry keep it dry. Dry una sega. Carlo ride gli butto 5  hamburger congelati nell’olio bollente e la reazione è una nuvola di fumo con l’olio che trabocca dalla friggitrice. Friggi merda…continua a ridere….Cazzo hai da ridere…Arriva il manager what’s wrong with you what’s wrong with you bloody Italians? Che dice questo chiedo a Carlo? Lui niente non spiccica parola. And you Luca are you going to school? Yes yes why? Tomorrow you bring me some results or you out. Ok ok…Che minchia vuole Bg Jim chiedo a Carlo. Vuole che gli porti gli esercizi che fai a casa. E che cazzo gli porto…esercizi di ginnastica….Ci penso io , vicino casa c’è un takeaway Chinese dove dietro stampano di tutto anche documenti falsi, ti servono? Per ora no, spero…Lui fa questionari, sai noi siamo Europei e non ne abbiamo bisogno ma quelli dell’est che devono dimostrare di essere iscritti a qualche college per ottenere il visto ne chiedono a centinaia. Te li da con la data di ieri, con la scritta Westminster College e pure con le risposte scritte. Che vuoi di più. Tanto qui basta che vedono che frequenti mica si mettono a leggere. Una sterlina a foglio con una diecina di pounds te la cavi. Hey my friend dice quello accanto di me Pass me the paper the paper…Carlo cazzo che vuole L Angolano? La carta la carta risponde. Ok ok gli passo la carta e gli dico Me and you no friends you move e questo cazzo di carta te la prendi da solo. Lui borbotta qualcosa e torna a friggere. Sei nervosetto oggi, dice Carlo che è successo. Niente però a casa cazzo abbiano il bagno in comune saremo una ventina a usarlo. Uomini e donne ma mi sa che qui anche le donne pisciano in piedi, sono sempre zozzi, mi sono rotto di andare a cacare in giro per Mac Donald’s, in più il Tedesco domani parte e con il Francese siamo andati a vedere una doppia vicino casa. Il prezzo è buono 35 a testa, 70 di deposito così per due settimane sono a secco, e fuori abbiamo bagno e doccia solo per noi. Uno stanzone al primo piano, due letti, un tavolo, due sedie, il piano cottura e due poltrone di 160 anni, sfondate. Tutto due dice Carlo, ormai siete una coppia fissa. Ma vafanculo.,.andrebbe bene ma il padrone un Francese sulla sessantina brutto e grasso è pure frocio, ma frocio frocio frocio, quando siamo andati per parlare di soldi ha acceso la tv è ha messo un porno con due che se lo spingevano alla morte. Si può cazzo. Beh dice Carlo, i gusti sono gusti, quando arrivi La sera chiuditi bene dentro anche se dubito che non venga a bussarti. Insieme ai fogli rispondo porta anche un documento falso non si sa mai, basta che non mi tocchi, col suo di culo faccia ciò che vuole ma….Da te vuole altro risponde Carlo, magari ti piace. Ci manca anche dì prenderlo nel culo. Vedremo. LAngolano si gira e priova a chiedermi qualcosa. No my friend lo stoppo noi no friends ok?

Londra 1989 parte quinta

IIl passato, l’odiato nemico, ha tempi inopportuni. Quei giorni a Londra riappaiono in modo così vivido e improvviso cha a volte sono strappato al presente e a ciò che sto facendo. Un sorriso, una canzone, e sono di nuovo la’, tuttavia il passato ha un modo speciale di portarti nel posto giusto al momento sbagliato, il che può scatenare una tempesta interiore. Carlo mi diceva sempre Saresti un tipo incredibile se solo avessi un po’ di rancore. Ma sono fatto così anche nelle peggiori situazioni non io mai conosciuto amarezza e risentimento. Ultimamente sono stato divorato dalla rabbia eppure non ho mai odiato nessuno e non ho mai augurato consapevolmente il male di chiunque me ne abbia in egual maniera fatto. Carlo oggi è stato messo alle patatine, quintali dì fries fritte nello strutto, costa meno dice e ti uccide prima, tanto agli Inglesi va bene tutto, basta che sia grasso. Allora chiedo, tu come mai sei finito a Londra a friggere patatine? Bella domanda amico, risponde. Eppure è vero penso, nella disperazione, nella miseria, nelle difficoltà, dove come qui ti senti fra gli ultimi, è più facile trovare persone vere che dividono con te il poco che hanno, in tutta spontaneità, sincerità e senza doppi fini. La vera amicizia fra perfetti  sconosciuti dove regna solo la fiducia reciproca. Si sono scappato da Milano, non perché fossi ricercato ma perché ho perso la mia compagna in un incidente stradale. Ci jo provato ma la vedevo ovunque, per strada, al supermercato, al bar, al cinema, credo di vederne i lineamenti pure nell’olio che sto friggendo. E allora via neanche più l’italiano volevo sentire, tu sei la prima persona con la quale comunico da tempo, forse perché mi rimani simpatico e forse perché sai ascoltare, sai in tanti non sanno o forse non vogliono ascoltare, tutte prime donne, uomini del cazzo. Vorrei ammiccare un mi dispiace ma a cosa servirebbe, meglio sdrammatizzare. Domani mi hanno chiesto se voglio stare fuori che ne dici? Vedrai come torni di corsa in cucina, cosa pensi che ti mettono a pulire i tavoli, sai dove finisci, davanti l’ingresso con il mocio in mano a pulire le zampate di chi entra, destra sinistra, sinistra destra, così per 7 ore e 15 manco a pisciare ti mandano. A fine giornata avrai le braccia di un vogatore del Tamigi. Tanto sei così innocente e curioso che proverai se vai dimmelo che prendo festa mi mancherà l’appuntamento quotidiano con te. E guarda le previsioni, se danno pioggia….ciao

Londra 1989 parte terza

Esco di casa un’ora prima dell’inizio bensì la metro è solo poche fermate dopo. Arrivo a Marble Arch e mi fumo un paio di sigarette nervosamente fuori il Mac, è la classica giornata uggiosa Londinese, in fondo siamo solo a Dicembre anche se poi con il tempo capisci che qua l’estate non arriva quasi mai. Mi riceve la manager, una donna di colore, minuta e ben curata che ha sempre avuto una gran simpatia per me…Luca dice come on today you start your new job…. oggi realizzo cosa stesse dicendo ma al tempo annuivo.con la testa e basta, la seguivo come un cane segue il suo padrone e ubbidivo agli ordini, mi mancava solo di abbaiare. Mi porta in cucina e mi presenta agli altri manager che mi guardano dall’alto in basso come fossi un detenuto. Mi assegnano la postazione, friggere quintali di chicken nuggets. Accanto a me un ragazzo magro con i capelli lunghi legati che dopo poco si accorge che sono Italiano per i moccoli che tiro ogni volta che mi brucio le mani. Io son Carlo dice, di Milano, benvenuto all’inferno. Sti cazzi rispondo siamo così Messi male? Te ne accorgerai, per loro non contiamo un cazzo, a meno che non hai la fica e allora sei un passo avanti, se lavori 8 ore fai 45 minuti di break e stop, se capita che cala il lavoro dietro di te c’è un enorme muro bianco, ti prendono e te lo fanno passare ad acqua e sapone, meglio friggere questa merda. Ascolta dice, quello che ci danno per pranzo non è un granché, così come la paga che vedrai ti servirà per sopravvivere, se ti volti e guardi a destra c’è un carrello con i sacchi della spazzatura, a fine servizio basta che dici vado ed io ti butto due hamburger di pesce nel mio sacco qui sotto, tu lo prendi lo chiudi e quando sei sotto rovisti dentro e te li porti a casa. Non ti schifare, tanto peggio di qui ci sono solo i ristoranti italiani. Già provato rispondo, bastardi, aguzzìni, approfittatori…..sul fondo la voce dei manager che scandiscono il numero impressionante degli hamburger da far uscire dalla cucina. Un ultima cosa mi chiede il Milanese … Sei venuto a Londra per l Inglese o sei scappato? Ma rispondo per ora per la lingua poi sai le cose cambiano velocemente.

Elba

IM chiama un mio amico con voce chiaramente preoccupata……Stai attento mi dice, stamani al bar, non ti dico quale, il gestore parlava di te. Come è che la è sempre pieno e io ho il locale vuoto? Gli mando controlli ASL,, Carabinieri, Vigili vedrai che lo sistemo io….Digli a quel rottoinculo, rispondo, che mandi chi vuole tanto sono chiuso, anzi ho chiuso di mia spontanea volontà non aspetto certo le guardie, sai che con le divise io non vado molto d’accordo. Ti ricordi 35 anni fa quando al porto buttai una guardia in mare? Veniva a farmi le multe quando tornavo con le paste fresche e poi la faceva solo a me, mi è costato 5 anni di condizionale è a lui un bel bagno di Gennaio. Lo so risponde per questo ti chiamo non vorrei che tu facessi qualche cazzata. Tranquillo oramai sono vecchio per queste cose, ho chiudo e riaprirò quando le acque si sono calmate, se mai la si calmeranno, ci credo poco. Lo salutò e lo ringrazio oramai le chiamate come la  sua fanno parte della giornata. Meno male fuori casa gli uccellini cantano la primavera, mi godo il tramonto sulla Corsica che in lontananza sbiadisce dietro una leggera nebbiolina. Solo contro tutti e contro tutto, chi l’avrebbe detto, questa volta poi solo per lavorare e perché lavoro troppo, un assurdità. Qualche sera fa su fb ho ritrovato un mio amico che non sentivo da 30 anni. Ha un locale in un isola Thailandese e oltre ad invitarmi ha chiesto pure dì seguirlo. Se andasse come non spero appena mia mamma tira il calzino vendo tutto e ciao.

Charles Bukowski

Devi bruciare
da cima a fondo
e poi magari per un poco
da sinistra a destra
e devi farti strapazzare
le budella
da un teppista
e da dame
indemoniate,
devi correre
sul ciglio della follia
barcollando,
devi bere
un fiume d’alcol,
devi patire la fame
come un gatto randagio
in inverno,
devi vivere
con l’imbecillità
di almeno una dozzina
di città,
e allora forse
forse
forse
per un fugace
maledetto
momento
puoi capire
dove sei.

C. Bukowski ( la canzone dei folli)

Elba

IMettere l’acqua nella scatoletta dove mia mamma ripone la dentiera mi da un senso di disagio. Vedere quei denti che ti guardano dal basso verso l’alto, mi fanno pensare di essere in un film dell’orrore, pronti a sferrare il morso fatale proprio mentre appoggi la scatola sotto il rubinetto.  Oggi è anche giorno di medicazione alle gambe visto che  l’ambulatorio ci ha rimandato l’odierno appuntamento causa Covid. Ancora non ho capito se è meglio prenderlo o meno questo cazzo dì virus, visto che comunque hai tutte le precedenze possibili. A parte gli scherzi ci sono però milioni di malati che stanno passando in secondo piano e la situazione non sembra migliorare. Vedremo, tanto non c’è scelta. Non ho mai rimescolato abbastanza gli umori neri che sono in me. Non c’è abbastanza male in me per la vera grandezza.

Elba

Mia mamma si è impallata con il Grande fratello….sti cazzi….personalmente non ne ho mai seguito alcuno, perfino il primo che fece al suo tempo, enorme scalpore. Ho già difficoltà a seguire me stesso, figuriamoci le vicende dì quattro babbei rinchiusi in un’enorme casa e con tutti i privilegi possibili. La cosa che però oggi mi ha colpito mentre stavo mettendo legna nel camino e con mia mamma sintonizzata fissa sul canale della disgrazia, è stato il momento dell’apertura delle lettere di Natale insieme ai regali ricevuti dall’esterno, seguite poi dall immancabili lacrimucce che tanto fanno bene a questi pseudo programmi demenziali. Ebbene, ogni lettera oltre alle solite stronzate Natalizie, esortava i concorrenti a resistere e quel resistere, quel sacrificio un domani li farà crescere e sentire migliori. Sti cazzi. Resistere, sacrificio ma che state a di…. a non fare niente, a non dire mai qualcosa di costruttivo o di artistico oltre ovviamente annientare la mente di chi come mia mamma, quasi inferma vi segue come segue una soap opera senza mai capirci un cazzo. Intanto mentre mia madre sta parlando al telefono con mia zia, il cellulare inizia a squillare…Mamma il telefono le dico….Zitto risponde che sto parlando…..Tu si le dico ma lei no, credo che sia saltata la linea perché ti sta richiamando….Niente continua a parlare come se nulla fosse con lo squillo della suoneria in sottofondo….Mamma rispondi e poi riprendi a parlare….Rispondere a chi?…..