Vola – Ivano Fossati

Neel’universo dela mia pazzia
Ho una nuova teoria
Per me la gente
Vola
So cos’è che non va
Disabitudine alla realtà
Come dire sono
Solo
Io dopo di te
Non sono morto né guarito
Ma ci ho provato, era un mio diritto
E non è servito
E mi sono vestito
Come un idiota vestito
Che avevo in testa
Nessuno m’ha invitato alla sua festa
La gente
Vola
Vola
Ed io
Sto troppo giù
L’amore
Vola
E vola
Ed io
Mi sento, mi sento giù
L’amore
Vola
E vola
E tu
Non c’eri già più
Nel rovescio della mia vita
Una prova innocente
Chiamare amore un amore qualunque
A cui di me non gliene frega niente
E ma non scoppia il cuore
Non mi sento affogare
Non ho voglia di bere, né di parlare
Perché non ho amore di cui parlare
E penso che forse davvero la gente
Vola
Vola
Ed io
Sto troppo giù
L’amore
Vola
E vola
Ed io
Mi sento, mi sento giù
L’amore
Vola
Vola
E tu
Non c’eri già più
Nel sottoscala della mia ragione
C’è la speranza che tu ritorni
E’ solo un tarlo, consuma i giorni
Ma chi può dirlo? Forse anche il mio amore
Vola
Ed io
Mi sento già più su
Vola
E vola
E tu non ci sei più
L’amore
Vola
E vola
Ed io
Mi sento già più su

Elba

Il prossimo gennnaio saranno 20 anni che Simona se ne è andata. Almeno se ne fosse andata via da casa….invece è stato solo un incidente del cazzo, che le ha spezzato una vita neanche prossima ai 30 anni….Ci eravamo lasciati da un anno e sicuramente aveva già qualcun altro al suo fianco, però quelle poche parole che mi ha detto prima che io partissi per il Sud America me le porto dietro e dentro da quel giorno, l’ultimo dove ho potuto vederla e parlarci. Era da poco morta sua mamma e venne all’Elba x qualche giorno. Io sarei partito poco dopo e prima della partenza ci trovammo sotto casa sua. Era come sempre è stata, sorridente e felice x quello che stava facendo…si girò guardando in alto e dopo un lungo sospiro mi disse….Comunque sia andata sei l’uomo più importante della mia vita, il nostro legame rimarrà sempre unico e profondo, una rara forma di amore vero, tu lo sai che io credo in te e che tu nonostante il tuo schivo carattere fai altrettanto…credo in te e voglio il meglio da te, come tu vuoi il mio…sono contenta che tu venga a Milano, vedrai, ti piacerà, è una piccola Londra, ti troverai bene, dopo 4 anni a Brixton puoi andare ovunque e mi raccomando stai attento, devi viaggiare fra Brasile, Bolivia e Perù, ti conosco, non fare cazzate….Ok le risposi, mi hai lasciato senza parole, non mi sarei aspettato e forse non credevo di meritarmi tanto, ma mi hai reso l’uomo più felice del mondo e anche se la nostra storia è finita da un pezzo, saperti così vicina mi riempie di gioia…e anche tu stai attenta. Sorrise, attenta a cosa, faccio casa, Accademia e lavoro, la sera, che vuoi che mi succeda, magari mi rapiscono….Che vuoi che i succeda, che vuoi che succeda ad una ragazza che frequenta con successo il terzo anno dell’Accademia delle belle arti di Brera, che il pomeriggio studia e la sera lavora per mantenersi, che vuoi che le succeda…

Elba

Dopo il lavoro passo da Patrizia, Bergamo per tutti. Nativa del capoluogo Lombardo, da quando si è trasferita qui in pianta stabile è stata ribattezzata così da me e ormai tutti la chiamano solo con il soprannome. Abbiamo fatto una canna di erba. Era una vita che non fumavo. Sono arrivato a casa completamente out. Ma come sempre succede quando fumi, dopo ti sta bene tutto, niente può irritarti. Sorrido mentre mia mamma si lamenta del gatto che è in casa da stamattina alle sette. Dodici ore  senza uscire, dice, ma che gatto è? Mi attacco alla bottiglia di acqua come fosse champagne, ho la bocca asciutta, il volume della tv sale di continuo, 28/35/42/46 Lo senti alto? Chiede lei. Alto? sembra di essere in disco, lo pensò ma non rispondo, sto da Dio può succedere di tutto, metto in forno una pizza, sicuramente si lamenterà della cottura, penso al passato. Trenta anni di cannoni, tutti i santi giorni, mattino, pomeriggio e sera come reciterebbe una ricetta del Dottore. Più della sconvoltura in se per se, mi è sempre piaciuto il gusto, infatti fumavo di rado le sigarette, se non sentivi bruciare la gola non era il vero gusto, come il Fonzie se non ti lecchi le dita. Ora sono più di dieci anni che se va bene mi concedo un paio di sigarette. Anzi attualmente sto fumando solo quella elettronica, quella da sfigati, fumi solo vapore, ti da l’illusione ma non la soddisfazione. Che soddisfazione ci sia poi nell’’invecchiare non l’ho ancora capito, la mente viaggia sempre a mille mentre il fisico arretra sensibilmente. La fame chimica intanto sii fa sentire, mi sono già mangiato tre barrette ai cereali, essendo a dieta anche qui ho l’illusione di non ingrassare pur mangiando qualcosa di dolce, poi chissà che cazzo vi mettono dentro. Fuori piove, devo pure togliere i panni, oggi era giorno di lavatrice, ma quando sei fuori fai tutto con calma e dedizione. La gente dovrebbe farsi qualche canna in più e rompere meno i coglioni diceva sempre il Bob. Invece li piace rompere proprio le palle, rispondo io e farsi pure i cazzi altrui. Per questo ho fumato tanto, con un cannone in tasca stai bene in fondo al mare o in cima ad una montagna, senza bisogno di nessuno.

Tiziano Terzani

Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c’è più.

Elba

Mamma dico, abbassa la tv che si sente a due km da qui …Mi guarda con aria confusa, generalmente non risponde mai subito quando le parlo, è praticamente sorda allo stato puro, rimanendo così sospesa fra una frase sconclusionata o un’altra domanda che non c’entra nulla. Sei andato a correre? Hai fatto due km…Sbagliato rispondo, ne ho fatti tre, anzi quattro…Bravo continua, avessi io le tue gambe…Meglio non cambiare discorso altrimenti devi ricominciare daccapo. Ti cucino un bel risotto chiedo….Non voglio mangiare alle otto risponde. Rinuncio, apro il frigo e mi metto all’opera, anche perché cucinare è la parte più difficile, non per me, dato che me la cavo egregiamente fra i fornelli, ma per soddisfare lei, incontentabile, non apprezza mai niente. Ha sempre avuto un carattere di merda, figuriamoci ora a questa età.  Ed è qui che una mano da parte di mia sorella sarebbe stata fondamentale,  anche solo per farmi staccare la spina ogni tanto. Sono esattamente quelle situazioni dove un vaffanculo è più che giustificato, visto che la mano non c’è mai stata…vado avanti a vista come quando sei in alto mare e non ti resta che guardare oltre la prua.

Elba

Il comportamento di mia sorella è veramente vergognoso. Non parlo direttamente nei miei confronti, ne ho passate così tante che una merda in più o meno fa poca differenza, ma verso mia mamma che oltre alle sofferenze dovute ad una salute precaria, deve cercare di sopportare la completa indifferenza della figlia che non si degna neanche di farle una semplice telefonata dallo scorso 13 settembre. Avevate discusso, lo so, io lo faccio tutti i giorni, tutti i santi giorni, ma con una persona quasi inferma, alla soglia dei novanta, di cosa vuoi discutere, assecondi, tiri avanti e cerchi soprattutto di darle una mano. Quella mano di cui anche io, ne avevo un gran bisogno, specialmente durante la stagione estiva, quando le ore di lavoro si moltiplicano e il tempo a  disposizione è sempre meno. Sono oramai sedici mesi che mia mamma è con me, sedici mesi di corsa, casa, lavoro, spesa, casa, cucinare, servire, pulire e tornare al lavoro. Mia madre poi ha un carattere difficile e pure le donne che avevo trovato per fare almeno le pulizie, sono svanite come neve al sole. Rimaneva solo mia sorella, la quale, essendo a conoscenza della situazione poteva far meglio, molto meglio. Considerando anche il fatto che a giorni alterni, oramai li chiami i dispari, devo medicare e fasciare entrambe le gambe. Ma non biasimo più nessuno, il lavoro è quasi volto al termine, vado qualche ora nel pomeriggio, più per svago che altro è poi anche la ci sono diversi gattini da accudire, tanti discorsi e promesse dalle associazioni animaliste, ma ala fine non fa un cazzo nessuno. In ultimo, il padrone del posto, visto il successo che ho avuto è tornato a bussare cassa nonostante il contratto. Vedremo, sono stanco anche di lui, un disonesto, bugiardo, senza un briciolo di rispetto e riconoscenza, attaccato ai soldi come un orso col miele. A me che dei soldi non è mai fregato un cazzo non riesco proprio ad entrare nella sua mentalità, queste vite buttate via solo per avere, avere, vivere da immortali quando la fine invece è dietro l’angolo, cazzi suoi non lo invidio. La notte, cantava Lucio Dalla, sta morendo ed è cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
Ma per uno come me l’ho già detto
Che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto Lontano si ferma un treno
Ma che bella mattina, il cielo è sereno
Buonanotte, anima mia
Adesso spengo la luce e così sia

Virginia Woolf

Le illusioni sono per l’anima ciò che l’atmosfera è per la terra. Toglietele quell’aria tenera, e la pianta morirà, i colori svaniranno. La terra su cui camminiamo è cenere estinta. La verità ci annienta. La vita è un sogno. È il risveglio ad ucciderci. Chi ci deruba dei sogni ci deruba e la vita.