Elba

Sto seguendo da alcuni giorni un corso di meditazione e devo dire con risultati sorprendenti. Il Maestro come lo chiamo io, mi sta trasmettendo una tranquillità interiore che cercavo da tempo…Purtroppo dice, il cervello talvolta è messo a dura prova da situazioni negative. Il Fato ti sottopone al giudizio degli altri, ma altrettanto spesso si mette nei panni di un  giudice. Ovviamente hai solo due possibilità…non reagire ad una ingiustizia e il che vuol dire abbassare la testa, ma tu da quanto mi hai raccontato non sembri il tipo…o scatenare l’inferno…E’ lì che devi lavorare…anche nei momenti più difficili, rimani in silenzio, respira profondamente, chiudi gli occhi e ripeti…calma, calma, calma…tutto si sistemerà…non puoi avere altra scelta che la via della tranquillità, anche se ti senti in ragione, in pericolo, e vorresti urlarlo al mondo…Ovviamente hai ancora da lavorarci, ma mi sembri in gamba e nel giro di poche settimane ti sentirai molto più sereno…La vita talvolta ci mette tutto in discussione, lavora sul presente, il passato non lo cambi più, inutile tornarci sopra, il futuro invece dipende in buona percentuale dalle tue azioni, poi c’è il destino e su quello neanche noi possiamo fare nulla, lo sappiamo accettare però, perchè tutto è scritto, o quasi…Un vincente trova sempre la strada, un perdente trova sempre una scusa….Devo dire che mia mamma è un buon allenamento giornaliero e rispetto a prima, nelle situazioni in cui perdevo facilmente le staffe, ora riesco a fermarmi, respiro e predico calma….perfino lei se ne è accorta…Ma che hai dice, ti senti male, hai gli occhi chiusi e respiri profondo, mi fai impensierire…meditazione mamma, solo meditazione…Mi sembri sempre più grullo, più invecchi e più cose strane ti passano per il cervello…Prima, rispondo, mi passavano, ora le lascio scivolare…..

Charles Bukowsky

“L’hai amata, vero?”
Lui sospirò
“Come posso risponderti? Lei era matta”
Sì passò la mano tra i capelli
“Dio se era tutta matta. Ogni giorno era una donna diversa
Una volta intraprendente, l’altra impacciata.
Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa.
Dolce e arrogante.
Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso
Inconfondibile
Era quella la mia unica certezza.
Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso
Quando sorrideva io non capivo più nulla
Non sapevo più parlare ne pensare
Niente, zero
C’era all’improvviso solo lei
Era matta, tutta matta
A volte piangeva
Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio
Lei no
Lei si innervosiva
Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni
Era matta tutta matta
Ma l’ho amata da impazzire.

Gianrico Carofiglio

Comunque io ci provo. A volte mi pare anche di riuscirci. Poi però, dopo aver dato – aver provato a dare – un nome ad alcune emozioni o sensazioni, guardo nello spazio dove ci sono tutte le altre e mi viene un senso di vertigine. Penso di non potercela fare, perdo l’equilibrio e mi ritrovo nel dedalo della mia mente confusa, dove i rumori sono smorzati ma le sequenze sono inafferrabili.

LONDRA 1990

La zona era tranquilla. La gente che viveva per strada si era sistemata per la notte sui marciapiedi. I cani randagi erano pieni di vita: assoparavano avidamente il loro momento di potere per le strade, e saltavano, si muovevano a scatti, latravano. Un bus semivuoto mi passò davanti. Poster di film in programmazione adornavano le fiancate del veicolo, il quale rallentò e da lì al volo scese Carlo. Zaino in spalla ed il solito libro sotto braccio che portava ovunque. Alcuni lampioni illuminavano l’entrata del pub in fondo alla strada. Ci fermammo e ordinammo due pinte. Alla fine furono sei…..”….Toscano, disse, devo andare, mio padre non sta bene e devo dare una mano a mia madre…non vorrei…..ma devo…”….Ci abbracciamo, forte, mi lasciò, dove trascrissi, il suo numero…un numero che come tanti a quei tempi finiva in piccole agendine che con il tempo sono andate perse…Non ci saremmo più visti e sentiti, tranne qualche sporadica telefonata, dove abitavo poi non avevo neanche il telefono, e risultò quasi impossibile continuare quella che per mesi è stata una fantastica conoscenza…un’amicizia nata dal nulla nella cucina di in un Mac Donald’s frequentato da centinaia di migliaia di persone…Prima di lasciarsi aprì il libro e ne lesse un paragrafo. Ti voglio lasciare come ci siamo conosciuti disse e fanne tesoro….Ancora Milanese, risposi, con le tue massime sull’amore?….in fondo siamo più soli di due perfetti sconosciuti…”….In fondo invece, disse, esistono solo due tipi di amanti: quelli che trovano la verità nell’amore, e quelli che trovano l’amore nella verità. Cleon Winters non aveva mai cercato la verità in nulla e in nessuno, perchè non credeva nella verità. Eppure quando si innamorò di Shanassa, fu la verità a trovare lui, e tutte le menzogne che si era raccontato si trasformarono in locuste pronte a divorare i campi del dubbio. Quando Shanassa lo baciò cadde in coma, e rimase inconsapevole per mesi, sommerso da un lago di pura verità.