Frederick Prokosch

Che cos’è la pazzia? È una malattia che separa il pazzo dal resto del mondo? Oppure è una legge di natura che ci mostra il pazzo come un terribile avvertimento: un’allusione allo gnomo della pazzia che è in agguato dentro ognuno di noi, in agguato lungo tutta la storia e in ogni società, ridicolizzato o ignorato solo a rischio di quella convulsione che afferrerebbe la razza umana se tutti gli uomini fossero completamente “ sani di mente”? Oppure esiste una terza possibilità? Che la pazzia sia in realtà una parte della saggezza, e che nessuna visione abbia valore senza un guizzo di pazzia? Guardate i pensatori e i poeti sfiorati dalla demenza. Guardate Swift e Cowper, Blake. Dietro la loro pazzia si delineava l’ombra della saggezza.

Franz Kafka

Il tempo che ti è assegnato è così
breve che se perdi un secondo hai
già perduto tutta la vita, perché non
dura di più, dura solo quanto il tempo
che perdi. Se dunque hai imboccato
una via, prosegui per quella,
in qualunque circostanza, non puoi
che guadagnare, non corri alcun pericolo,
alla fine forse precipiterai, ma se ti fossi
voltato indietro fin dopo i primi passi e
fossi sceso giù per la scala, saresti
precipitato fin da principio, e non forse,
ma certissimamente.

Subsonica-Corpo a Corpo

Stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola.
Stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola.
Andare a piedi fino a dove non senti dolore
solo per capire se sai ancora camminare.

Il mondo è un corpo coperto di lividi,

i miei pensieri sempre più vividi.
Corpi sulla strada che si lasciano affittare,
tavole anatomiche da saccheggiare.
Corpo perfetto, corpo immortale.
Il corpo è la frontiera che si può violare.
Santi burocrati sangue d’ipocriti
la vita spesso è una discarica di sogni
che sembra un film dove tutto è deciso
sotto ad un cielo d’un grigio infinito.
Andare a piedi fino a dove non senti dolore
solo per capire se sai ancora camminare.
Sono le gambe piene di lividi,
sono pensieri sempre più ruvidi.
Corpi di macerie da telegiornale,
corpi diplomatici in diretta a conquistare.
Suona la marcia suonala ancora,
la morte veste bene quando scatta l’ora.
Cristi che piangono per troppo dolore,
l’angoscia di un pianeta che puoi sezionare.