Erma Bombeck

C’è una linea sottile che separa il riso e il dolore, la commedia e la tragedia, umorismo e serietà.

Elba

Stanotte il cane si è ampiamente meritato una parte del letto….approfittando del fatto che Jessika non c’è, non ha perso tempo e dopo aver riacquistato le forze necessarie, non ci ha pensato su due volte e mi è piombata sopra le coperte verso la mezzanotte….Brutta vigliacca….se ripenso però alle settimane scorse….quante pene….passavo fra il consueto e l’insolito….In consetudine esageravo pure…..Cercavo di fare tutto ciò che faceva piacere al cane, specialmente nel cibo….compravo hamburger freschi tutti i giorni, scatolette, patè, bocconcini, cucinavo pasta, riso, tutto ciò del quale l’animale è sempre stato super ghiotto….E invece niente, alla ciotola non degnava neanche uno sguardo, qualche leccata svogliata e subito a cuccia….Tremava, si leccava, perdeva sangue ad ogni singolo movimento…..credevo proprio che fosse giunta alla fine….la rabbia ribolliva come acqua sul fuoco, l’impotenza nell’attesa poi, era divenuta il peggiore dei mali…..Speriamo di esserci  lasciati tutto alle spalle…..sono a pezzi…..

Elba

Paolo risponde con un….”….Signora, stiamo a faticà e lei mi chiede il pane secco x le papere….”…in effetti ci sono clienti che hanno e che fanno richieste da noi poco gradite, specialmente quando ti spari un bel 200, 230 colazioni….Nicola invece sente il fiato sul collo dell’Antonella…”…E’ una macchinetta, dice, non si ferma un attimo, ti trova sempre qualcosa che non va…maronna mia…”….Un signore intanto mi chiede se abbiamo latte di soia e rispondo con un sì…e il latte di riso?…abbiamo anche quello rispondo…e il latte senza lattosio…?…lo guardo senza rispondere subito…lo manderei affanculo senza pensarci due volte…”…lattosio?…lattosio….beh…forse, penso, quella minchiata del latte di riso sarà pure senza lattosio, ma non ho il tempo utile x controllare…..vado x un…niente, rispondo, passandomi la mano tra i capelli…mi spiace…”…

Elba

Come ogni anno, durante questo periodo ed in particolare oggi che è il giorno 12, mi sento struggere da quel senso di colpa che mi opprime da nove lunghi anni e che non mi abbandonerà fino all’ultimo dei miei giorni…Quella maledetta telefonata che non feci…quella chiamata a casa di mia mamma, che effettuavo ogni settimana dall’inizio della mia partenza x il Sud America, x dirle che andava tutto bene…x rassicurarla e di riflesso farlo sapere anche a Simona, xchè sapevo che chiedeva sempre mie notizie…Ed invece, le prime settimane di gennaio lasciammo Iquitos in Perù a bordo di barconi, viaggiando sul fiume, attraversando l’Amazzonia, direzione Manaus, dove ovviamente, non c’era nessuna possibilità di chiamare…Cinque giorni sul primo, altri cinque su di un altro, dove dormivamo in mezzo ad un mucchio di amache, animali e di indios…igiene zero, dissenteria tanta…non si faceva altro che cacare…e quando facemmo sosta in un piccolo paesino a qualche giorno da Manaus, ne approfittamo x mettere qualcosa di sostanzioso sotto i denti, dopo giorni di pollo ammuffito e riso bollito…Finimmo la serata in un postaccio del porto, tipo saloon, fra birra, cachasa, marinai ricoperti da tatuaggi di ogni tipo e mignotte da vomito…Eravamo a pezzi, crollai in branda fino a mattina tardi…fù quello, l’unico fine settimana in oltre 6 mesi di viaggio che non chiamai a casa, l’unico fucking week end, ed il sabato notte, di ritorno dal lavoro, la macchina con a bordo Simona si ando’ a schiantare contro un palo…Io chiamai solo 5 giorni dopo ed ovviamente non feci in tempo a partecipare al suo funerale…maledetto me…maledetto…non finirò mai di maledirmi…in tanti non me l’hanno perdonato…affanculo…affanculo…non bastava…non bastava il dolore…anche il rimorso che ti mangia, ti sbrana…te le senti dentro, non so cosa darei x tornare indietro a quella maledetta settimana…è una punizione senza fine, non finirò mai di scontarla…