Chianti

Il Bob mi sembra cambiato…spero in meglio, soprattutto x lui, ma decisamente in maniera diversa verso di me e dopo 34 anni di vera e spudorata amicizia, la cosa mi mette pensiero…ovviamente la sua nuova compagna lo ha inidirizzato verso strade diverse e sicuramente migliori di quanto abbia potuto e possa fare in futuro io…ma vorrei sapere come stanno le cose, invece di chiamarmi dicendomi che viene a trovarmi x un week/end, farmi sbattere x un hotel e poi rinunciare il giorno successivo con una scusa che non sta in piedi e soprattutto che non è da lui…potere della fica, avrebbe detto mio padre…il pelo cambia gli uomini…e tanti amici li perderai così, senza una vera ragione, una vera spiegazione, si rinuncia ad anni di amicizia pur di non perdere la donna che ti sta accanto…Non ho mai voluto credere a queste parole, ma nel corso degli anni, ho dovuto, mio malgrado, dare ragione a mio padre…Oggi poi, sono 17 anni che la cara sorellona maggiore Giuliana, è volata via…lo avrei rivisto volentieri anche x questo, con Jessika è sempre più difficile parlare di passato, del mio passato, sembra non volerlo accettare, forse x Simona, x le mie scorribande, x i tanti errori…è qualcosa del quale con lei, è sempre meglio non parlare, fare finta di niente, girarci intorno x non creare inutili incomprensioni o spasmodici litigi ed invece forse, talvolta sento che un pò di sfogo potrebbe portarmi giovamento, senza cercare una spalla su cui piangere, senza voler essere capito, senza cercare nessuna spiegazione, comprensione…senza neanche…un forse…o un senza…

Chianti

….”….Lei ha perfettamente ragione, rispondo ad un anziano signore seduto con famiglia…purtoppo le cose non sono andate bene, la cucina è in ritardo…ma non posso far altro che scusarmi…lo sapete meglio di me…quando tutto funziona alla perfezione, tutti ad elogiare lo chef, ma in caso contrario ve la prendete sul primo cameriere che passa…sulla cucina noi non abbiamo voce in capitolo…siamo solo degli umili servitori…”…Ed invece di essere un pò più comprensivo e soprattutto paziente, xchè in fondo sei al ristorante, sei arrivato x ultimo, con altri 8 al seguito, ed una trentina di clienti arrivati prima, continua a lamentarsi e bacchettarmi…ma che tempi che avete…e la pasta…e il servizio…”…Ok…ok…le porgo le mie scuse…però gli dico…io sono quì al lavoro e non a farmi prendere x il culo da lei…se poi ha ancora voglia di discutere possiamo farlo fuori del ristorante…Il figlio subito si alza e prende le difese del babbo…”…Se vuoi alimentare la discussione fallo pure con me…dice…”….”….Ma….guarda…rispondo…faresti meglio a continuare a mangiare, dopo tanta attesa….altrimenti si fredda, pure…non cerco nessuna discussione…volevo solo farvi capire che non ha senso che vi scagliate a ripetazione contro di me…ho la sala piena e non fate altro che peggiorare le cose…mie e vostre…in fondo è passata poco più di mezz’ora…non mi sembra un tempo relativamente lungo…Servo loro l’ultima portata e li mando affanculo dal profondo del cuore…pezzi di merda…e pezzenti…mi avvicino ad un tavolo di Inglesi che mi chiedono….”….Why Italians are always in hurry and always complain?…”….”….Because we are only…fucking Italians…”….

Giugno 2009 – Elba

Arrivo al lavoro e la ragazza di sala mi chiede se posso farle i bicchieri…”….Se puoi dice…se ti avanza tempo…”…”…Se puoi…se ti avanza tempo…da dove scaturisce tutta questa grazia…penso tra me…fino ad oggi, ho asciugato centinaia di bicchieri, di posate…quasi quasi senza un grazie…ed oggi mi chiedono quasi quasi xfavore…qualcosa non quadra…”…Faccio i bicchieri, spazzo la terrazza, piena zeppa di aghi di pino caduti la scorsa notte dopo il violento temporale…fuori fa’ freddo, un vento gelido sembra voler mettermi i brividi…sono ancora incazzato nero dalla scorsa notte…non aspetto altro che la cucina torni al lavoro, x capire le loro mosse…Verso le 18,00 arrivano, come sempre in tre…passo dalla cucina con la scusa ti portar fuori un sacco della monnezza…lancio un timido saluto a tutti, al quale rispondono senza molta allegria…Torno a preparare x l’aperitivo ed alle 19,30 stacco x il turno x andare a mensa…Mangio un paitto di pasta in bianco con burro e salvia e due fette di formaggio tagliato finissimo….Qualche battuta sulla festa della scorsa notte e niente piu’…Inizia un tranquillo servizio, meno di 30 persone, che servo meccanicamente, senza pero’ la consueta allegria…uno degli chef, prova qualche battuta mentre aspetto sul pass i piatti da portare in sala…Niente…affanculo…non ho voglia di scherzare…poco prima della fine, lo chef mi porge la mano…”…Scusa se ti ho risposto male, ieri sera…ero stressato, nervoso…non ci siamo capiti…”…”…Nessun problema rispondo…il mio scatto non era rivolto alla frase di ieri sera…ma alle altre precedenti…troppe mancanze di rispetto negli ultimi giorni…c’ho le palle piene…”….”…Un vero uomo risponde…deve anche saper chiedere scusa…”…Bravo, non mi sarei mai aspettato un risposta del genere, a volte poche parole hanno un significato maggiore di un libro…Mi rodeva, mi rodeva, questa mancanza di rispetto dopo che tutti i giorni sono arrivato al lavoro con il sorriso sulle labbra, sempre pronto allo scherzo…tanto da domandarsi xche’ ero sempre cosi’ felice…”…Xche’ ci vuol poco ad essere felici…rispondevo…bisogna sapersi accontentare di cio’ che si ha…senza sognare cio’ che si potrebbe avere…”