Paolo Sorrentino

….Sentirsi come i gatti, che vivono beati perchè non se ne fregano un cazzo di nessuno, badano solo alla ricerca della loro posizione perfetta e soddisfacente sul territorio. Per questo sono così odiosi i gatti. Hanno risolto il problema senza neanche conoscerlo. Un privilegio inaccessibile agli esseri umani….

Gennaio 2010 – Elba

Da quando ho deciso di cambiare macchina, il vecchio catorcio sembra non volerne più sapere…sembra stanco, sembra arrancare anche nelle salite più semplici….povera compagno di tante avventure…è arrivato a fine corsa…Non mi succede spesso di acquistare una nuova macchina…l’ultima volta fù 23 anni fa’…una stupenda Passat station wagon, color mogano…una delle prime dell’epoca…costava solo un paio di milioni in più della Golf….la più venduta sul mercato…e in molti infatti non facevano che dire…”….Ma dove vai con sto’ carro funebre?…”…nel giro di pochi anni poi, le station wagon hanno fatto tendenza x essere superate solo dall’avvento delle monovolume e dei simpaticissimi Suv….ma che cazzo ci faranno poi con stì macchinoni?…sono tutta una spesa ed inquinano e sporcano il doppio delle altre…Mia mamma invece non fa’ altro che…suggerirmi…di tenere pulita la nuova macchina…In effetti non ho mai avuto troppa cura delle altre….specialmente nel fare retromarcia…picchio sempre e non xche’ non sappia farle, ma solo xche’ non guardo mai bene abbastanza, sono semplicemente pigro nel voltarmi…lavarla poi…sicuramente lo faro’ più spesso con la nuova macchina, ma con quella vecchia, lavata o sudicia era la stessa cosa, non si notava la minima differenza…e poi mi scoccia stare in fila all’autolavaggio ad aspettare il ragazzo che viene a spostarla x pulirla dentro, senza mai rimettere le cose dove stavano…sempre ammucchiate nel sedile posteriore od anteriore…e noi la’ tutti in fila, seduti a guardare l’auto che si infila in quelle magiche spazzole che lavano ed asciugano in un attimo ed il ragazzo che ritorna con la famosa pelle, quella morbida, color marrone, che pulisce e lucida dovunque passi…tutte le volte penso di comprarne una anch’io, specilamente x pulire i vetri dall’interno…xche’ quando si appannano non si possono mai toccare, se non ci vedi devi comunque aspettare che sia l’aria calda a pulirli…se tenti di farlo con la mano ti rimangono i segni sui vetri dappertutto…se tentavi di farlo quando ti appartavi x vari motivi con una ragazza e con la sua macchina, sentivi che urlava…”…Fermati…non toccare…non ti azzardare a toccare il vetro…rimane segnato da tante goccioline…”…e via…aria calda a manetta, finche’ non bollivi dal caldo e finivi x vestirti sempre fuori in strada anche con meno 10 gradi…

Maggio 2009 – Elba

Mentre torno via dal mare, in bicicletta, mi sento chiamare…”…Gluca…gluca…vieni qui…”…E’ il babbo di Simona, mi sta’ chiamando con una decisione che solitamente si usa nel richiamare il cane che cerca di allontanarsi….”…Vai, penso…e’ successo qualcosa…sei sempre in mezzo a qualche casino…ma che cazzo ho combinato?…magari ha saputo del quadro…o…di qualche mia iniziativa…boh…l’ultima volta mi voleva denunciare alla procura della repubblica….lo sapevo…ma ce cazzo vorra’…”….torno indietro lemme lemme…fossi un cane, lo farei con la coda in mezzo alle gambe…”…Ciao mi dice…sai…stavo pensando a scrivere un libro da dedicare a Simona…e…avrei bisogno del tuo aiuto…ci sono molte cose che tu sai meglio di me, dei suoi inizi Londinesi, del college, dei primi lavori…”…Rimango senza parole…fucking hell…sono piu’ di 7 anni che aspettavo queste parole…che quasi quasi non ci credo…mi guardo attorno x verificare che sia tutto vero…siamo sotto casa di Simona, dove la vidi x l’ultima volta prima di partire x il SudAmerica…”…”…ma che fai…mi dice…non rispondi?…ci pensi…se non vuoi…sai mi dispiace che dopo la sua scomparsa ci siano stati attriti fra di noi…che non abbia avuto un comportamento corretto verso di te…ma capisci…e’ stata molto dura…accettare…capire…solo dopo un laborioso processo riflessivo-interiore ho sentito di nuovo accendersi nell’anima, quella passione, quella voglia di ripartire e di cercare di costruire qualcosa da dedicare a simona e di lasciare in buone mani, tutti i suoi lavori…prima, prima… che me ne vada anch’io…”….”…E’ stato e continua ad essere il mio grande sogno…aprire una galleri d’arte da dedicare a sua figlia, rispondo, dove poter esporre in permanente i suoi lavori e magari dare una possibilita’ di spazio e di vista ache ai giovani artisti elbani e non…ma purtroppo i costi sono eccessivi e nonostante continuo giornalmente a girare x il centro storico e dintorni non sono riuscito a trovare un fondo che abbia un affitto ragionevole…”…”….Devo andare mi dice…quando puoi passa da casa, beviamo una birra insieme e proviamo a tirar giu’ qualcosa…ti mostro anche tutto il materiale che ho…a presto…”…Sette anni…fucking…7 anni…che aspetto una chiamata x andare a casa…in fondo sono un tipo molto riservato e non non me la sono mai sentita di reclamare qualcosa, ho accettato con immenso dolore, tristezza, delusione, tutte le loro decisoni di famiglia…e’ stato uno schock essere stato allontanato, messo da parte, schiacciato come un verme, dopo tutto cio’ che c’e’ stato fra me e Simona…