Elba

Lo Chef, noniostante aver guadagnato territorio con l’ingresso del compaesano, sta però dimostrando tutti i suoi limiti, le sue debolezze, le sue paure….appena arriva un tavolo superiore alle 6 persone si preoccupa di cosa ordinano, va in agitazione, cammina su e giù x la cucina nervosamente….”….E rilassati gli dico….”….poi do un’occhiata al lavapiatti che ultimamente si trova fra due fuochi nemici….e lui risponde guardando la cucina e passandosi il coltello sotto la gola….”….Zac…dice…Sri lanka…”….In effetti con lui sono andati giù abbastanza duro….non fanno altro che chiedergli di pulire…scaffali, mobili, cappa, cucina, piastrelle….con acido, sapone, altre schifezze chimiche che invece di pulire ti spaccano solo i polmoni….e lui che non capisce un cazzo di ciò che gli dicono, non può che fare di sì con la testa ed ubbidire….meglio di un cane…gli manca solo lo scondinzolamento…..Sembra che lo Chef abbia fatti un copia incolla di ciò che ha subito in passato da altri più in alto di lui….le movenze, il modo di impartire gli ordini è un film già visto parecchie volte in passato, non si spreca di certo in gentilezza….io l’avrei già attaccato al muro di cucina….il lavapiatti forse, non è poi così lontano….

A. Schopenhauer

 La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Firenze 2006

Arrivo in ospedale in anticipo, la porta della camera del Bob è chiusa….aspetto fuori, 10 minuti, 15, niente, non apre, penso che sia in corso una visita del dottore, appena ieri mi aveva detto che aveva la pancia leggermente gonfia. Mi incuriosisco e nello stesso mi preoccupa l’aver trovato tutto chiuso…passo dal fondo del terrazzo fino alla vetrata della camera…le tapparelle sono leggermente abbassate..mi affaccio e vedo il Bob sdraiato sul letto, la mano sinistra sulla ferita e l’altra aggrappata al letto…fa dei strani movimenti con la bocca…guardo più in basso…si nota molto bene la testa di una infermiera che glielo sta succhiando…e con gusto…mi viene da ridere…altro che visita…torno indietro…vado a prendere un caffè, mi rilasso e con calma torno su….quando arrivo la porta è nuovamente aperta, lui mi vede e sorride, lei sta muovendo una sedia, subito dopo mette in ordine il tavolo vicino al letto e saluta…”…Se hai bisogno…chiama…non ti fare problemi, sono di turno fino alle due del pomeriggio…”….”…Se…se hai bisogno chiama…hai capito…chiama…ti trattano bene gli dico…”…”…Benissimo…risponde…sono molto gentili…non mi fanno mancare nulla….”….”….Ci mancherebbe…rispondo…”….Non dice niente e non sa che ho visto tutto dalla finestra….ma faccio finta di non sapere….”…Allora…domando…la pancia come va…mi sembri molto più rilassato rispetto a ieri….?…”….”….Infatti…oggi, oggi…meglio…risponde…molto meglio…è sgonfiata…”….E ci credo…rispondo, e poi le cure stanno dando il loro effetto…meglio così…”….Tiro giù la valigia dall’armadio…festeggiamo…