Londra 1990 parte ventiseiesima

Torno su per le scale almeno butto giù un po’ di colazione….Carlo mi passa gli esercizi…Cazzo dico mi costano più della scuola….Dai Toscano risponde, che ti ho parato il culo….senti continua, domani sera al Marquee ci sono i Mano Negra che ne dici andiamo? Boia, se lo dico ad Andrea parte da Piombino per vederli, tutta l’estate scorsa con la loro cassetta, giorno e notte. Il cantante dice, oggi il famoso Manu Chau, è veramente un trascinatore e poi loro sono in tanti a suonare, sarà una bella serata. Ok dico, meno male è domani perché stasera ho un appuntamento con una ragazza dell’hotel. Cazzo dice, hai già beccato in un solo giorno. Sai rispondo, il fascino del miserabile. Che beccato, lei lavora lì, serve le colazioni e stasera ha chiesto se poteva fare un salto in camera. Niente di che, anzi anche meno di che, però perlomeno sembra femmina, dopo tanti gay, un po’ di respiro. Poi dice Carlo ho altre novità. Domenica se tutto va bene andiamo a fare in extra con un’agenzia di catering. Fuori Londra c’è una festa, servono camerieri, a proposito hai con te una camicia bianca, un gilet e un paio di pantaloni neri? Come no rispondo, li indosso la sera per servire la cena al Francese. Cosa vuoi che abbia, ho una zaino che se partissi non farei neanche il check-in lo farebbero passare come bagaglio a mano. Ok ti rimedio io qualcosa, magari i pantaloni li accorciano con qualche spilla, il problema sono le scarpe ne ho un paio ma sono bucate. Speriamo che non venga a piovere dico. So già come fare ci mettiamo dentro un paio di sottobicchieri della birra, tanto sono di cartone, te ne do una diecina così hai anche il cambio dice sorridendo. Ridi anche bastardo. Allora compratele. No voglio provare  l’esperienza delle scarpe con i sottobicchieri, magari un domani potrei lanciare una nuova moda. Sai dove è King’s Cross chiede Carlo. Si sulla linea nera per andare a Camden Town. Bravo, patiamo da lì con un bus alle otto, tanto ci pagano anche il viaggio, sono 6 pounds all’ora, due per andare e tornare e almeno otto di lavoro, all’incirca un sessantina di sterline, mica male. Buono cazzo, vada per i sottobicchieri. La giornata passa tranquillamente fra il friggere, gli insulti dei manager, gli occhiolini dolci di George che aspetta ancora un improbabile promozione e il Cinese sempre più dedito e ubbidiente. Carlo dico se in futuro divento come il Cinese sparami. Ride come sempre, almeno con queste cazzate gli libero la mente da pensieri tristi e molto frequenti. Spero che domenica ci sia una bella giornata di sole.

Londra 1990 parte ventiseiesimaultima modifica: 2021-04-27T13:57:08+02:00da apoloo1
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